I futuristi, attraverso il fotodinamismo (teorizzato da Anton Giulio Bragaglia nel 1912), volevano catturare il movimento, la velocità e la sintesi del tempo, superando la fotografia tradizionale che ritenevano troppo statica e realistica. L'obiettivo era rappresentare la "scia" del movimento, la vibrazione e l'energia di un oggetto o corpo in azione, riflettendo la modernità e il dinamismo.
In un mondo che stava conoscendo grandi rivoluzioni come la corrente elettrica e le automobili, i pittori futuristi erano alla ricerca di una forma d'arte a loro contemporanea e che potesse parlare del mondo moderno. Una parola chiave: il dinamismo! Un concetto chiave della pittura futurista fu quello di dinamismo.
Che rapporto avevano i pittori impressionisti con la fotografia?
Gli impressionisti cercavano una rappresentazione basata sulla percezione visiva della realtà. La fotografia quindi si proponeva come uno strumento estremamente utile per la realizzazione delle loro opere.
L'esaltazione acritica del progresso tecnico e dell'industria, del nuovo mito della velocità, dell'aggressività e della guerra, della rottura con il passato e con la tradizione è elemento comune alle diverse forme espressive che il futurismo tocca: la letteratura, le arti figurative, la musica, il teatro.
Nel 1912 pubblicò il Manifesto della Donna Futurista, rispondendo punto per punto a Marinetti. Il suo messaggio era chiaro: la donna non deve imitare l'uomo, ma scoprire e liberare la propria “virilità spirituale”.