Cos'è la vendita simulata?

Domanda di: Dott. Germano Rinaldi  |  Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2023
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Un negozio giuridico si considera simulato quando le parti lo hanno posto in essere in modo apparente, con l'accordo che lo stesso non produca effetto tra le parti.

Quando una vendita e simulata?

La vendita fittizia si realizza tutte le volte in cui: non avviene il passaggio di denaro. Ad esempio, l'acquirente dichiara di aver incassato la somma precedentemente all'atto, l'acquirente versa il denaro richiesto dal venditore ma quest'ultimo, in un secondo momento, glielo restituisce a diverso titolo.

Cosa si intende per contratto simulato?

Cos'è la simulazione nel contratto. La simulazione nel contratto è l'istituto giuridico con cui si manifesta una volontà di concludere un contratto difforme rispetto al quanto voluto dalle parti. La “falsa” volontà interessa sempre entrambe le parti altrimenti si realizza l'istituto affine della riserva mentale.

Come funziona la simulazione?

La simulazione è l'istituto giuridico mediante il quale due soggetti pongono in essere un contratto o in generale un negozio giuridico (cosiddetto apparente) con l'accordo che il medesimo non produca alcun effetto tra le parti (ex art. 1414 c.c.) ed allo scopo di poterlo invocare di fronte ai terzi.

Chi può far valere la simulazione?

Per il principio generale contenuto nell'art. 2697 cod. civ. secondo il quale chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento, l'onus probandi nella simulazione incombe a chi, parte contraente e erede o avente causa di esso, creditore o terzo ne allega l'esistenza.

0001 3 Vendita simulata ASSEMBLATO DA PUBBLICARE