L'indennità una tantum per morte è una prestazione economica erogata dall'INPS in un'unica soluzione ai superstiti (coniuge, figli, o altri parenti) di un lavoratore deceduto che, pur essendo assicurato, non aveva maturato i requisiti minimi per la pensione indiretta (generalmente 5 anni di contributi, di cui almeno 3 nell'ultimo quinquennio).
L'indennità una tantum è erogata, ai superstiti aventi diritto, nell'importo corrispondente all'ammontare mensile dell'assegno sociale, in vigore alla data di decesso dell'assicurato, moltiplicato per il numero delle annualità di contribuzione accreditata a favore dello stesso.
L'articolo 2, comma 4, del decreto interministeriale 19 agosto 2022, prevede che l'importo dell'indennità una tantum è pari a 200 euro per i lavoratori che nell'anno di imposta 2021 hanno percepito un reddito non superiore a 35.000 euro.
Cosa cambia nel 2026 per la pensione di reversibilità?
La caratteristica principale del 2026 è la maggiore sensibilità degli importi ai vari interventi di rivalutazione, poiché ogni aumento sull'importo base si trasforma in un ricalcolo puntuale delle quote spettanti.
Cos'è l'indennità una tantum in luogo di pensione?
Art. 3 (Indennita' "una tantum" in luogo di pensione). - Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, provvede, entro 120 giorni, alla liquidazione dell'indennita' "una tantum" a favore del dipendente che non abbia maturato il diritto al trattamento normale di quiescenza - art.