Cos'è l'infinito per la scienza?

Domanda di: Ippolito Vitali  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Il concetto di «infinito» nella scienza, nella filosofia e nella letteratura. La parola infinito – aggettivo o sostantivo – deriva dal latino in (non) e finitus (da finis, fine, punto che segna il termine dello spazio e del tempo), e indica qualcosa che non ha fine, che è indeterminato, interminabile, immenso.

Qual è il concetto di infinito?

La parola “Infinito” deriva dal latino “finitus”, cioè limitato, più il prefisso negativo “in-“, ed è solitamente indicato col simbolo “∞”. Per Infinito solitamente viene inteso l'essere senza limiti o l'essere senza limiti di un qualcosa, poiché è, appunto, infinito, senza fine.

Chi parla di infinito in filosofia?

Già Anassimandro, uno dei filosofi della scuola di Mileto, nel VI secolo a. C., definì il principio, l'arché, come apeiron, cioè privo di limiti, indefinito, infinito.

Chi ha inventato il concetto di infinito?

Sembra che sia... Il primo matematico a usare il simbolo “ ” per indicare l'infinito fu l'inglese John Wallis nel 1655.

Come nasce il concetto di infinito?

Il simbolo dell'infinito che riconosciamo oggi fu scoperto per la prima volta dal matematico inglese John Wallis, nel 1655. È un concetto di matematica e fisica che si riferisce a una quantità senza limite o fine - una quantità più grande di qualsiasi numero. La parola deriva dal latino infinitas o "illimitatezza".

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