Da quando si iniziano a contare i giorni di ritardo?

Domanda di: Ing. Timoteo Coppola  |  Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2023
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Il ciclo mestruale è l'intervallo di tempo che intercorre tra una mestruazione e la successiva. Per calcolarne la durata, si deve considerare il periodo che va dal 1° giorno in cui compare il flusso mestruale (1° giorno del ciclo) fino al giorno che precede l'inizio della mestruazione successiva.

Da quando si contano i giorni di ritardo?

Dal giorno in cui ci si aspetta che il ciclo arrivi e non succede, comincia il conto (non alla rovescia però!): si contano i giorni che passano e che vengono considerati “di ritardo”.

Come capire se il ciclo è in ritardo o gravidanza?

Ecco quali sono i sintomi più frequenti, tipici dei primi giorni e delle prime settimane di gravidanza
  • Ritardo mestruale.
  • Cambiamenti ormonali.
  • Piccole perdite di sangue (sanguinamento da impianto)
  • Esigenza di urinare frequentemente.
  • Gonfiore addominale.
  • Tensione e dolore al seno.
  • Nausea e vomito.

Da quando si inizia a contare il primo giorno di ciclo?

Per calcolare il ciclo mestruale, bisogna contare dal primo giorno di flusso fino all'inizio della mestruazione successiva, senza tenere conto del fenomeno dello spotting, ovvero una piccola perdita alcuni giorni prima delle mestruazioni additabile a una carenza di progesterone.

Quando il ciclo è in ritardo?

Se si tratta di irregolarità ricorrenti e accompagnate da sintomi inusuali, è sempre bene rivolgersi a un ginecologico, per accertarsi che gli episodi non siano legati a particolari problematiche o patologie sottostanti. Quando la mancata regolarità è soltanto occasionale invece non c'è generalmente da preoccuparsi.

Sono incinta? Come calcolare un ritardo mestruale - intervista alla ginecologa Eugenia Di Grigoli