Domanda di: Felicia Martini | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2026 Valutazione: 4.2/5
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Il termine «femminicidio» (e il suo equivalente inglese femicide) ha una storia lunga, ma la sua accezione moderna, che indica l'uccisione di una donna in quanto tale per motivi di genere, è stata introdotta negli anni '70 e consolidata negli anni '90. Diana Russell nel 1976 e nel 1992 ha definito il femminicidio come l'estremizzazione di pratiche misogine.
La recente legislazione italiana parla di femminicidio quando una donna viene uccisa in quanto tale e subisce odio, discriminazione o prevaricazione oppure viene controllata o dominata; od anche quando rifiuta una relazione affettiva e/o tenta di esercitare la propria libertà personale.
Il reato di femminicidio in Italia è stato proposto attraverso un disegno di legge (DDL) del Governo, promosso in particolare dalla Ministra per la famiglia, natalità e pari opportunità, Eugenia Roccella, insieme al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e approvato definitivamente dal Parlamento nel 2025, introducendo l'articolo 577 bis nel codice penale per definire e punire specificamente l'uccisione di una donna in quanto tale, nell'ambito della violenza di genere.
Ma il 25 novembre 1960 le tre sorelle “mariposas” vennero torturate e uccise dai sicari di Trujillo e i loro corpi gettati in un dirupo per simulare un incidente.
La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall'Onu nel 1999, in ricordo delle tre sorelle Mirabal, deportate, violentate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana.