La virgola dopo "grazie" non è obbligatoria, ma si usa spesso per indicare una breve pausa, specialmente prima di specificare il motivo del ringraziamento ("Grazie, per l'aiuto") o quando si aggiunge un'altra espressione ("No, grazie"). È una scelta stilistica legata alla pausa di tono nel parlato, non una regola grammaticale stringente.
Grazie"). Grazie (come avverrebbe anche per l'espressione verbale da cui deriva, se oggi fosse ancora in uso) regge abitualmente un complemento indiretto: grazie del pensiero.
La virgola svolge di fatto una grande varietà di funzioni: scandisce un testo ponendo certe sue parti in un determinato ordine gerarchico, lo "taglia" isolando parole, sintagmi e proposizioni a cui si vuole dare rilevanza ma, al contrario, può unire nomi, aggettivi, complementi e proposizioni.
Si usa per ringraziare, per esprimere la propria gratitudine: tante grazie!, mille grazie!, grazie di cuore!. Grazie regge un complemento indiretto che può essere introdotto sia dalla preposizione di (grazie dell'aiuto) sia dalla preposizione per (grazie per l'aiuto).