Clara si trasferì in una villa a Gardone, non lontano dalla residenza di Mussolini e dalla sede del governo repubblicano a Salò, costantemente sorvegliata dal tenente delle SS Franz Spögler.
Questa data segna anche il ritorno della salma di Benito Mussolini a Predappio in seguito alle numerose istanze della vedova e della figlia Edda. Dopo questa data, si ritirò a Forlì, in Villa Carpena (una villetta senza sfarzi ricolma di cimeli e ricordi del marito, ora diventata museo privato).
Mussolini collaborò anche con il quotidiano Il Popolo, diretto da Cesare Battisti, sulle cui pagine scrisse della "santa di Susà", una contadina di nome Rosa Broll che era stata adescata da un sacerdote del luogo.
Il Duce voleva un popolo che lo seguisse attivamente con entusiasmo: da qui gli sforzi in campo educativo, dello sport, della cultura. Si predisposero raduni di massa organizzati sul modello dannunziano.
Il duce del Fascismo. - Dopo la marcia su Roma (v. fascismo) il nome "duce", nel significato primo del latino dux "condottiero", fu dato a Benito Mussolini, creatote e condottiero della rivoluzione fascista. In questo senso la parola è entrata in tutte le lingue.