Domanda di: Ing. Vania Colombo | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Il pomodoro selvatico, o Solanum racemigerum, è originario del Sudamerica occidentale. Portato nell'America centrale, fu messo a coltivazione dai Maya, i quali svilupparono il frutto nella forma più grande che conosciamo oggi, a sua volta adottato dagli Aztechi, che lo coltivarono nelle regioni meridionali del Messico.
In Italia la storia documentata del pomodoro inizia a Pisa il 31 ottobre 1548 quando Cosimo de'Medici ricevette dalla sua tenuta fiorentina di Torre del Gallo un cesto dei pomodori nati da semi regalati alla moglie, Eleonora di Toledo, dal padre, Viceré del Regno di Napoli.
Il pomodoro è originario delle regioni basse delle Ande e veniva coltivato dagli Aztechi in Messico. Proprio questa popolazione diede al pomodoro il nome di “tomatl”, che significa “frutto polposo”, e successivamente i conquistadores spagnoli modificarono il termine in “tomate”.
Lo sbarco dei pomodori nel vecchio continente avviene nel 1540 in Spagna, per opera di Cortés, celebre esploratore. Agli occhi degli europei la pianta arrivata dalle Americhe era simile a una specie già conosciuta e velenosa, la solanum nigrum (erba morella).
Il primo documento scritto che troviamo risale al 31 ottobre 1548 quando, a Pisa, Cosimo de' Medici ricevette un cesto di pomodori dalla tenuta fiorentina di Torre del Gallo. I semi erano stati donati alla moglie, Eleonora di Toledo, dal padre che era Vicerè del Regno di Napoli.