Domanda di: Cleros Longo | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
(55 voti)
Nel 1889, in occasione della visita dei reali a Napoli, la regina chiese che gli venisse portata una pizza. Il pizzaiolo Raffaele Esposito preparò allora una classica pizza rossa, a cui aggiunse della mozzarella e basilico. Il gusto piacque moltissimo alla regina, tanto che divenne il suo piatto preferito.
Sembra risalire al giugno del 1889 l'invenzione ufficiale della pizza, preparata dal cuoco Raffaele Esposito in onore di Margherita di Savoia, la Regina d'Italia: non a caso i condimenti utilizzati, il pomodoro, la mozzarella e il basilico, rappresentano i colori della bandiera italiana.
Nel suo celebre trattato include due ricette che fanno riferimento alla città partenopea: la “Torta reale di polpa di piccioni, da Napoletani detta pizza di bocca di dama” e la “Torta con diverse materie, da Napoletani detta pizza”.
La vera pizza napoletana ha un aspetto, una consistenza e un gusto ben precisi. È soffice, morbida e sottile, tanto che spesso è ripiegata su se stessa ('a portafoglio', si suol dire) ma con un cornicione, ovvero il bordo, alto e alveolato, di circa due centimetri.
La pizza Marinara: dal 1734 gustoso simbolo di Napoli Blog
Storicamente parlando, la marinara è la seconda pizza di cui abbiamo testimonianza certa. La prima, la mastunicola, era composta essenzialmente da sugna, formaggi vari e talvolta cicoli di maiale, ma è una pizza perlopiù caduta in disuso.