Dov'è finito l'oro del Duce?

Domanda di: Marcella Longo  |  Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026
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L'oro del Duce, noto come "oro di Dongo", è un tesoro di valute, gioielli e lingotti sequestrato nel 1945 durante la cattura di Mussolini. Gran parte dei preziosi fu probabilmente presa dai partigiani, fusa e, secondo diverse tesi, utilizzata per finanziare il Partito Comunista Italiano (PCI), i suoi apparati e le sue campagne elettorali post-belliche.

Che fine ha fatto l'oro di Mussolini?

💰 Che fine ha fatto l'oro di Mussolini? Nel 1945, con l'arresto del Duce a Dongo, fu sequestrato un tesoro fatto di contanti, gioielli e oro. Una parte scomparve subito. Il resto finì al PCI e, secondo le testimonianze, fu fuso e investito in immobili.

Dove si trova l'oro di Mussolini?

Parliamo infatti dell'Oro di Dongo, ovvero i “beni” che Benito Mussolini, durante la sua fuga dai partigiani, avrebbe abbandonato la notte del 27 Aprile 1945 proprio a Dongo (Co), piccolo paesino sulla sponda comasca del Lago.

Che fine ha fatto l'oro del regno delle due Sicilie?

Quando il Regno delle Due Sicilie fu annesso al Regno di Sardegna, il bottino più prezioso non furono solo le terre, ma le riserve auree delle banche meridionali, come il Banco di Napoli e la Banca di Sicilia. Decine di tonnellate di oro furono trasferite a Torino, un saccheggio camuffato da unione nazionale.

Che fine ha fatto l'oro della banca d'Italia?

Le riserve auree del paese furono poste, di fatto, sotto il controllo tedesco e trasferite dapprima a Milano e poi a Fortezza. Da qui, con l'assenso della Repubblica sociale italiana, una parte dell'oro fu trasportata in Germania nel corso del 1944.

Il TESORO di MUSSOLINI | l’oro di Dongo e il carteggio con Churchill