In analisi logica, "proprio" agisce principalmente come attributo del soggetto o attributo del complemento (specificazione, oggetto, ecc.), concordando in genere e numero con il sostantivo a cui si riferisce. Indica possesso riferito al soggetto della proposizione.
Nella logica aristotelica, il proprio è uno dei cinque predicabili, e precisamente un carattere che appartenga a una sola specie, ma d'altra parte a tutti gli individui che ne fanno parte (per es., un proprio per l'uomo è la facoltà di ridere).
2) Nomi propri: indicano qualcosa o qualcuno in modo particolare e specifico, quindi differenziandolo in maniera precisa rispetto alla categoria di appartenenza (come nel caso della differenza che c'è tra “Paolo” e “un uomo”). A differenza dei nomi comuni, i nomi propri hanno l'iniziale maiuscola 2.
AGGETTIVO DETERMINATIVO POSSESSIVO: quando indica a chi appartiene e/o da chi è posseduto ciò che è espresso dal nome cui si riferisce. Si usa nelle frasi con verbo impersonale.
Tra le particolarità dell'aggettivo possessivo, vanno segnalati gli usi di “proprio” e di “altrui”: Proprio e le sue forme declinate (propria, propri, proprie) possono sostituire gli aggettivi possessivi di terza persona suo, sua e loro ma solo nei casi in cui ci sia identità tra il soggetto e il possessore.