Domanda di: Ing. Tommaso Conti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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La regola è semplice: l'apostrofo si usa solo se la parola successiva è di genere femminile. In questo caso la vocale finale cade per elisione davanti alla vocale successiva. Invece, se la parola che segue l'articolo “un” è maschile, non si usa l'apostrofo.
" Tale " e " quale " quando si troncano, NON vogliono l'apostrofo. MAI SCRIVERE "QUAL'È" Altre parole che si troncano davanti ai nomi propri, sempre senza apostrofo, sono : " frate " (fra) , " suora " (suor) , " dottore " (dottor) , " signore " (signor) e " professore " (professor).
L'apostrofo è obbligatorio con l'articolo determinativo maschile singolare lo (l'imbuto, l'oboe; davanti a semiconsonanti abbiamo sempre l'apostrofo, l'uomo, ma lo iodio, piuttosto che l'iodio) e si trova usato sistematicamente anche con il femminile la (l'anima, l'onda, l'iscrizione, piuttosto che la iscrizione).
Siamo così arrivati alla regola: dopo un dovrete scrivere l'apostrofo sempre e solo se la parola successiva è di genere femminile. In questo caso, infatti, la forma un deriva da una, la cui a finale cade per elisione davanti alla vocale successiva.
Davanti a vocale “quale” si può troncare; va scritto senza apostrofo: non è quindi corretto (ma non è neppure un errore grave!) scrivere: qual'è, qual'amica, qual'evento, ecc. Si deve scrivere: qual è, qual amica, qual evento.