Domanda di: Sig. Romeo Amato | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Nel 2003 viene emanata la legge n. 3 (art. 51), “Tutela della salute dei non fumatori” (Legge Sirchia), che ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi, compresi i luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico, gli esercizi commerciali e di ristorazione, i luoghi di svago, palestre, centri sportivi.
Il divieto di fumo si applica a tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati, aperti o non aperti al pubblico. Quindi anche negli studi professionali privati e negli uffici aperti unicamente ad utenza interna, come, tipicamente, alcuni uffici bancari o l'ufficio di ragioneria di un'azienda.
Quindici anni fa, il 10 gennaio 2005, entrava in vigore la legge 3/2003 (art. 51: “tutela della salute dei non fumatori") che vieta il fumo nei luoghi pubblici chiusi.
La variabilità territoriale mostra in testa alla classifica delle Regioni con le più alte quote di fumatori alcune del Centro-Sud, in particolare Abruzzo, Umbria, Campania . Anche in Emilia-Romagna la prevalenza di fumo resta elevata.
Fin dal 1934, il Regio Decreto 2316, “Testo unico delle leggi sulla protezione e l'assistenza della maternità e dell'infanzia”, stabilisce, all'art. 25, il divieto di vendita e somministrazione di tabacco ai minori di 16 anni, a cui è vietato anche di fumare nei luoghi pubblici.