Domanda di: Augusto Esposito | Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2026 Valutazione: 4.8/5
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Il deserto dei Tartari, celebre romanzo di Dino Buzzati (1940), è ambientato in un luogo immaginario, una frontiera indefinita spesso associata alle steppe dell'Asia centrale o alle zone desertiche del Turkestan russo. La Fortezza Bastiani, teatro della storia, evoca un avamposto ai limiti del regno.
L' autore ha scelto questo titolo perché il deserto dei tartari è usato come metafora della vita; infatti, come i soldati attendono di vedere nel deserto l' invasione dell' esercito del nord, così tutti gli uomini si aspettano dalla vita eventi straordinari che possano darle un senso.
Trasposto per il cinema nel 1976 da Valerio Zurlini, Il Deserto dei tartari – l'attesa del sottotenente Drogo di un improbabile nemico in un'immaginaria fortezza ai limiti del regno e del tempo – fu girato nel sudest dell'Iran, nella stupenda città fortificata di Arg-é-Bam, costruita in epoca sassanide con mattoni di ...
Alcune scene aggiuntive furono tuttavia girate a Bressanone, in Alto Adige, e nella zona di Campo Imperatore e del monte Velino in Abruzzo mentre gli interni furono creati a Cinecittà.
Pubblicato nel 1940, Il deserto dei Tartari è "il libro della vita" di Dino Buzzati: nell'esistenza sospesa di Giovanni Drogo, infatti, i riti di un'aristocrazia militare decadente si mischiano a gerarchia, obbedienza e alla cieca osservanza di regolamenti superati e anacronistici.