Dopo due anni di menopausa conclamata (12 mesi senza ciclo), la gravidanza naturale è quasi impossibile perché le ovaie non rilasciano più ovuli, ma è possibile tramite tecniche di fecondazione assistita (FIVET), spesso con ovociti donati, specialmente in caso di menopausa precoce o se si è ancora in perimenopausa (fase di transizione con cicli irregolari) dove la fertilità diminuisce ma non è azzerata del tutto.
Il concepimento naturale è quasi impossibile dopo la menopausa poiché i livelli ormonali non possono più causare l'ovulazione. Una donna dovrebbe pensare a rischi specifici oltre i 35 anni.
Esistono due modi per misurare la riserva ovarica: l'analisi del sangue attraverso l'ormone antimulleriano (AMH) e l'ecografia con la conta dei follicoli antrali. Si parla di riserva ovarica normale quando i valori di AMH sono compresi tra 0,7 e 2,9 ng/ml.
Dopo la menopausa, infatti, è possibile che nell'ovaio rimangano fino a 1000 follicoli “primordiali”, ossia molto immaturi. Di solito questi follicoli vanno incontro ad atrofia spontanea (apoptosi), ma a volte possono riattivarsi dando origine a una vera e propria ovulazione, seguita dalla mestruazione.
Quando è necessario preoccuparsi per le perdite di sangue in menopausa?
In particolare, è necessario informare il medico nel caso di perdite molto consistenti e che si protraggono per un periodo di tempo prolungato, se esse si presentano dopo i rapporti sessuali, se si stanno assumendo farmaci o rimedi alternativi a base di estrogeni per il controllo dei sintomi della menopausa.