Giacomo Leopardi era effettivamente zoppo e deforme a causa di una grave forma di spondilite anchilopoietica giovanile, sviluppata intorno ai 16 anni. Questa malattia cronica ha causato una severa scoliosi, ingobbimento, dolori costanti e problemi respiratori/cardiaci. Il poeta stesso descrisse la sua vita come il "viaggio di uno zoppo ed infermo".
La malattia esordì con affezione polmonare e febbre e in seguito gli causò la deviazione della spina dorsale (da cui la doppia "gobba"), con dolore e conseguenti problemi cardiaci, circolatori, gastrointestinali) e respiratori (asma e tosse), una crescita stentata, problemi neurologici alle gambe (debolezza, parestesia ...
Aveva sempre la tabacchiera a portata di mano e sta- baccava in maniera compulsiva soprattutto quando vole- va sottolineare qualche suo risentimento, tirando la presa di tabacco “facendo un certo rumore affettato nel fiutarla”.
La felicità di Leopardi ragazzo era fragilissima: non era soddisfatto del piacere provato, poiché solo un piacere infinito avrebbe potuto soddisfarlo; non era deluso perché fosse passato, ma perché non aveva corrisposto alla speranza.