I cittadini del Vaticano pagano le tasse?

Domanda di: Nestore Rinaldi  |  Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2026
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I cittadini e dipendenti del Vaticano generalmente non pagano tasse sui redditi da lavoro percepiti dalla Santa Sede, grazie all'esenzione prevista dall'art. 17 dei Patti Lateranensi. Gli stipendi non sono tassati e i dipendenti non pagano le tasse all'Italia, sebbene il Vaticano non sia più considerato un paradiso fiscale.

Chi lavora in Vaticano paga le tasse?

La percentuale è composta per il 15,3% di imposte personali sul reddito e per 30,6% di contributi previdenziali che ricadono in parte sul lavoratore (6,6%) e in parte sul datore di lavoro (24,0%). A questo poi vanno aggiunte le trattenute per il tfr.

Il Vaticano paga le tasse?

Il Vaticano non paga le tasse, in particolare l'Imu. È una di quelle affermazioni che, oltre a essere minate da grave inesattezza, sconfinano nel paradosso, o se si vuole nel grottesco. La Città del Vaticano è uno Stato sovrano e indipendente. Perciò non ha senso dire che deve pagare le tasse all'Italia.

Qual è il regime fiscale in Vaticano?

No, il sistema fiscale del Vaticano è relativamente semplice e si basa su poche tasse. La maggior parte dei residenti, in particolare i membri del clero, sono esenti dalle imposte sul reddito. Le finanze sono gestite dall'APSA, che si occupa della raccolta delle tasse e della gestione delle spese.

Chi lavora in Vaticano fa il 730?

Per quanto riguarda i rapporti di lavoro dei dipendenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, l'articolo 17 del Trattato Lateranense ne esenta, fiscalmente, i relativi redditi.

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