Il datore di lavoro può obbligare allo smart working?

Domanda di: Sebastian Martino  |  Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2026
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No, il datore di lavoro non può obbligare il dipendente a svolgere la prestazione in smart working in modo unilaterale. L'adesione al lavoro agile è volontaria e richiede sempre un accordo individuale tra le parti. È necessario il consenso reciproco per modificare le modalità di svolgimento del lavoro, non essendo imponibile.

Posso rifiutare lo smart working?

Il datore di lavoro non può negare lo smart working, in maniera irragionevole o discriminatoria al lavoratore una volta accertata la sussistenza delle condizioni per ricorrere al lavoro agile. Ai sensi dell'art. 39, co. 2, D.l. n.

Quali sono le nuove regole per lo smart working nel 2025?

Nel 2025, la normativa italiana sullo smart working torna alla disciplina ordinaria, richiedendo l'accordo individuale tra datore e lavoratore, ma introduce novità significative dal 12 gennaio: comunicazione obbligatoria entro 5 giorni al Ministero tramite portale telematico, sanzioni per il mancato adempimento, e rafforzate tutele per i fragili (con possibili deroghe all'accordo individuale), oltre a nuovi obblighi informativi sulla sicurezza per le aziende.

Chi decide lo smart working?

Nonostante queste specifiche, però, il datore di lavoro è libero di decidere se prevedere o meno, tra le modalità di lavoro della sua azienda, lo smart working. In caso decida di non inserirlo, i dipendenti appartenenti alle già citate categorie, non possono richiedere di avvalersi di questa modalità di lavoro.

Cosa deve fornire il datore di lavoro per lo smart working?

Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta, nella quale sono individuati i rischi generali e i ...

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