Il datore di lavoro può obbligare allo smart working?

Redazione Pubblicato il

No, il datore di lavoro non può obbligare il dipendente a svolgere la prestazione in smart working in modo unilaterale. L'adesione al lavoro agile è volontaria e richiede sempre un accordo individuale tra le parti. È necessario il consenso reciproco per modificare le modalità di svolgimento del lavoro, non essendo imponibile.

Posso rifiutare lo smart working?

Il datore di lavoro non può negare lo smart working, in maniera irragionevole o discriminatoria al lavoratore una volta accertata la sussistenza delle condizioni per ricorrere al lavoro agile. Ai sensi dell'art. 39, co. 2, D.l. n.

Quali sono le nuove regole per lo smart working nel 2025?

Nel 2025, la normativa italiana sullo smart working torna alla disciplina ordinaria, richiedendo l'accordo individuale tra datore e lavoratore, ma introduce novità significative dal 12 gennaio: comunicazione obbligatoria entro 5 giorni al Ministero tramite portale telematico, sanzioni per il mancato adempimento, e rafforzate tutele per i fragili (con possibili deroghe all'accordo individuale), oltre a nuovi obblighi informativi sulla sicurezza per le aziende.

Chi decide lo smart working?

Nonostante queste specifiche, però, il datore di lavoro è libero di decidere se prevedere o meno, tra le modalità di lavoro della sua azienda, lo smart working. In caso decida di non inserirlo, i dipendenti appartenenti alle già citate categorie, non possono richiedere di avvalersi di questa modalità di lavoro.

Cosa deve fornire il datore di lavoro per lo smart working?

Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta, nella quale sono individuati i rischi generali e i ...

Smart Working, Lavoro Agile e Telelavoro. Ecco cinque cose che devi assolutamente sapere!

Trovate 20 domande correlate

Perché le aziende tolgono lo smart working?

Perché molte aziende nel 2025 hanno ridotto o addirittura eliminato lo smart-working? Le ragioni ufficiali sono spesso simili e poco credibili: migliorare la collaborazione, rafforzare la cultura aziendale, aumentare la produttività.

Quando spetta lo smart working?

In Italia, lo smart working può essere richiesto ai datori di lavoro, in particolare quando si ha la necessità di conciliare la vita professionale con quella familiare o personale, di evitare lunghi spostamenti per raggiungere l'ufficio o di gestire particolari esigenze di salute.

Cosa deve contenere l'accordo tra datore di lavoro e lavoratore per lo smart working?

2.Accordo individuale obbligatorio

Per attivare lo smart working serve un accordo scritto tra datore di lavoro e dipendente. L'accordo deve contenere: Durata → a termine o a tempo indeterminato. Organizzazione → alternanza tra lavoro in sede e da remoto.

Con lo smart working lo stipendio diminuisce?

Il concetto è un po' questo: se lavori da casa, lasciare una percentuale di salario in azienda è più o meno un obbligo morale nei confronti dei colleghi che lavorano in ufficio. Ma qui si nasconde un limite culturale: lo Smart Working non è un benefit aziendale e il taglio di stipendio sarebbe un grave errore.

Potere di controllo del datore di lavoro smart working?

21 della legge stabilisce che l'accordo sullo smart working possa disciplinare anche il potere di controllo del datore nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Il controllo a distanza, infatti, sarebbe consentito solo per giustificati motivi.

Come farsi dare lo smart working dal proprio capo?

Rivolgersi al responsabile diretto o al capo del personale: esporre la domanda di smart working in un incontro formale puntando l'attenzione sui benefici della richiesta e inviando anche una comunicazione scritta.

L'azienda può revocare lo smart working?

Attualmente, lo smart working non è regolato dai contratti collettivi nazionali e può essere revocato dal datore di lavoro, previa comunicazione e nel rispetto di eventuali accordi.

Chi decide i giorni di smart working?

Come già specificato, il datore di lavoro si può riservare il diritto di controllare gli orari di lavoro dei dipendenti in smart working, in accordo con la norma stabilita dal dlgs. 15 giugno 2015, n. 81, che autorizza a utilizzare strumenti elettronici (app, software) per gestire la rilevazione delle presenze.

Cosa cambia per lo smart working nel 2025?

Cosa cambia per lo smart working nel 2025

Dal 12 gennaio 2025 lo smart working prevede nuovi obblighi: comunicazione al Ministero entro 5 giorni (non più 20), sanzioni da 100 a 500€ per lavoratore non comunicato, e nuove tutele INAIL per infortuni domestici.

Quali sono i rischi dello smart working?

I rischi connessi all'uso di strumenti informatici riguardano: la vista e per gli occhi; la postura e l'affaticamento fisico o mentale; le condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.

Il datore di lavoro può negare lo smart working a un lavoratore?

502 - Smart Working: il datore di lavoro non può negare il lavoro agile in maniera irragionevolmente o immotivatamente discriminatoria.

Quali sono gli svantaggi dello smart working?

Svantaggi del Telelavoro

  • Solitudine e Isolamento. Tra gli svantaggi dello smart working c'è la solitudine. ...
  • Impatti Negativi sulla Salute. Il lavoro remoto prolungato può avere effetti negativi sulla salute fisica e mentale. ...
  • Creatività e Innovazione Limitate. ...
  • Squilibrio Vita-Lavoro.

Obblighi del datore di lavoro nello smart working?

Il datore di lavoro deve garantire la salute e la sicurezza del lavoratore, consegnando allo stesso ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta riguardo i rischi generali ed i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di ...

Lo smart working è un benefit?

Chiaramente no. Quello che sappiamo è che lo Smart Working influisce in positivo sulla produttività. Già da uno studio pubblicato nel 2018 sulla rivista “Harvard Journal of Technology and Economic” i ricercatori hanno dimostrato che lo Smart Working aumenta la produttività dei dipendenti.

Lavori smart working più pagati?

I settori in cui lo smart working paga meglio i lavoratori sono: l'informatica, l'ingegneria, le vendite e la progettazione, come per esempio i lavori nel mondo dell'architettura. Ma questi sono solamente alcuni degli ambiti in cui i lavoratori e le lavoratrici che lavorano da remoto guadagnano stipendi ottimi.