Il periodo di preavviso deve essere lavorato?

Domanda di: Ettore Ruggiero  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2026
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Sì, il periodo di preavviso deve essere regolarmente lavorato, poiché il rapporto di lavoro prosegue con i consueti obblighi di prestazione e retribuzione. Non è possibile, di regola, coprire il preavviso con ferie non godute o assenze (malattia, infortunio) che ne sospendono la decorrenza. Alternativamente, previo accordo, è possibile l'esonero con indennità sostitutiva.

I giorni di preavviso devono essere lavorati?

Durante il periodo di preavviso, di regola, il lavoratore deve continuare a prestare la sua attività lavorativa.

Cosa succede se sto a casa durante il preavviso?

In caso di ferie godute durante il preavviso, l'indennità sostitutiva del preavviso decade: non deve quindi essere corrisposta al dipendente, e neppure trattenuta dal datore di lavoro.

Come si contano i giorni di preavviso per le dimissioni?

Il calcolo del preavviso per dimissioni dipende dal tuo CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro), dal tuo livello di inquadramento e dall'anzianità di servizio, e si basa su giorni di calendario (inclusi festivi/domeniche), partendo dal 1° o 16° giorno del mese successivo alla comunicazione (salvo diversa indicazione). Controlla il tuo contratto per la durata esatta e la decorrenza, consultando anche un CAF o patronato se necessario.

I giorni di preavviso sono solari o lavorativi?

COME SI CALCOLANO I GIORNI DI PREAVVISO

È interessante sapere che nel calcolo del preavviso si considerano, salvo diverso accordo individuale o collettivo,tutti i giorni di calendario, compresi quelli che non sono lavorativi.

Mancato rispetto del termine di preavviso.