Il frigorifero moderno ha radici nel XIX secolo con le prime macchine refrigeranti, ma il primo frigorifero elettrico domestico fu brevettato nel 1913 da Fred W. Wolf (Domelre), seguito da modelli autonomi a compressore di Alfred Mellowes nel 1915, che portarono alla produzione di massa con Frigidaire. La sua diffusione di massa avvenne solo nel dopoguerra, tra gli anni '50 e '60, grazie anche all'invenzione del Freon negli anni '30 e al perfezionamento tecnologico.
Solo nel 1900, il frigorifero cominciò a entrare nella vita quotidiana: nel secondo dopoguerra e grazie naturalmente a tutti gli studi e i prototipi precedenti. A portarlo in Italia, rimasta un po' in disparte dal clima di sperimentazione e studio di questo elettrodomestico, fu nel 1950 Giovanni Borghi.
Quando è arrivato il frigorifero nella casa degli italiani?
Abbiamo detto che l'invenzione del frigorifero risale a circa 100 anni fa, ma in realtà questo ha iniziato a fare il suo ingresso nelle case degli italiani solo verso la metà degli anni '40.
Il segno dei tempi è però dato innanzitutto dal crollo del valore degli elettrodomestici, all'epoca considerati alla stregua di beni di lusso. Un frigorifero costava ben 60 mila lire (584,36 euro attuali Ppa), un televisore 150 mila (1.460 euro attuali Ppa).
Come si faceva il ghiaccio quando non c'erano i frigoriferi?
Le civiltà impararono presto a immagazzinare ghiaccio e neve e a utilizzarli per mantenere a lungo bassa la temperatura di particolari edifici: le ghiacciaie. La materia prima era raccolta d'inverno o in quota, avvolta in materiali isolanti (come la paglia) e trasportata fino alla ghiacciaia.