Domanda di: Dr. Vera Moretti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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Muore nel 406 a.C. e la sua ultima tragedia, l'Edipo a Colono, viene rappresentata postuma lo stesso anno (o pochi anni dopo) in segno di grande onore. Secondo la storiografia antica, notoriamente amante di tali pittoreschi aneddoti, sarebbe morto strozzato da un acino d'uva nel corso di un simposio.
Scoperta, Antigone viene condannata dal re a vivere il resto dei suoi giorni imprigionata in una grotta. In seguito alle profezie dell'indovino Tiresia e alle suppliche del coro, Creonte decide infine di liberarla, ma è troppo tardi perché Antigone nel frattempo si è suicidata impiccandosi.
I due fratelli, trovatisi di fronte nel combattimento, si uccisero l'un l'altro e l'odio perdurò anche dopo la morte: quando i corpi furono posti sul rogo per essere arsi, le fiamme si divisero. L'episodio è narrato sia da Stazio (Theb. XII, 429 e ss.)
Creonte, che ha appena dato sepoltura a Polinice, sente le grida del figlio e sopraggiunto nella grotta manca appena l'aggressione di Emone che, folle di dolore, si scaglia contro il padre. Emone così decide di uccidersi e, di fronte a Creonte, si trafigge con la spada.