Sì, la Bibbia parla diffusamente di Israele, presentandolo come il popolo eletto da Dio per un'alleanza basata sul Suo amore e non su meriti, descrivendolo come discendente del patriarca Giacobbe, il cui nome venne cambiato in Israele. La narrazione include la promessa divina di una terra, Eretz Yisra'él, e le vicende del popolo nel corso della storia, con un legame inscindibile tra popolo, fede e terra.
Una definizione più dettagliata è data in Numeri 34:1-15, per la terra chiaramente assegnata, dopo l'esodo, a nove tribù e mezza. In questo passaggio la terra è chiamata "Terra di Canaan". L'espressione "Terra di Israele" è usata per la prima volta in un libro successivo, Samuele 13:19.
E tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: il liberatore verrà da Sion. Egli allontanerà da Giacobbe l'empietà e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati.
Gesù rivela gli eventi che riguarderanno Israele ai suoi discepoli – quindi noi inclusi – e ci invita a non avere paura. Al contrario, a sperare in Lui: “Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte.” (Marco 13:29).
Cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutti i popoli; e Gerusalemme sarà calpestata dai popoli, finché i tempi delle nazioni siano compiuti» (Lc 21, 20-24).