Sì, l'aborto è legale in Giappone dal 1948, consentito fino a 22 settimane di gravidanza per motivi economici o di salute. Tuttavia, la procedura richiede generalmente il consenso scritto del coniuge o del partner, una restrizione presente in pochi altri paesi al mondo, rendendo l'accesso spesso complesso. Nel 2023 è stato autorizzato l'uso della pillola abortiva, che richiede comunque il consenso del partner.
E' il caso di Costa d'Avorio, Libia, Uganda, Sud Sudan, Iraq, Libano, Siria, Afghanistan, Yemen, Bangladesh, Myanmar, Sri Lanka, Guatemala, Paraguay e Venezuela. In Brasile, l'interruzione di gravidanza è consentita solo in caso di vita a rischio della madre, stupro o grave malformazione del feto.
In Giappone, la prima causa di morte evitabile è il fumo: nel 2006 fumava il 26% della popolazione adulta (il 41% degli uomini), contro la media OCSE del 24% e valori prossimi al 18% per Paesi come USA, Australia e Canada.
Dal 1973, l'aborto è legale entro i primi tre mesi di gravidanza senza condizioni. Oltre questo periodo, la legge tunisina consente l'aborto se il proseguimento della gravidanza rappresenta un rischio per la salute fisica o mentale della donna, o se il feto presenta gravi malformazioni.