"Pensavo che" regge solitamente il congiuntivo (imperfetto o trapassato) per esprimere contemporaneità o anteriorità nel passato (es. "Pensavo fosse qui"), ma richiede il condizionale passato per esprimere posteriorità, ovvero un'azione futura rispetto al passato (es. "Pensavo che lo avrebbe fatto"). Il congiuntivo è la forma standard per opinioni passate, ma il condizionale è comune per il "futuro nel passato".
🔘PENSARE CHE può essere seguito dal congiuntivo, dal futuro o dal condizionale (in base al contesto). 🔘PENSARE PER indica che qualcosa è stata fatta per uno scopo preciso ("Quest'auto è pensata per chi vuole viaggiare comodamente").
Il congiuntivo dopo il se indica un'azione che nella realtà non si è verificata e che molto difficilmente si verificherà (“se gli asini volassero” ne è un buon esempio). Il condizionale invece esprime il fatto che una certa azione si verificherà se prima ne accadrà un'altra.
Qual è la forma corretta tra "Speravo che sarebbe" e "Speravo che fosse"?
La forma corretta sarebbe “Speravo che fosse,” perché in italiano, verbi come sperare (sperare), che esprimono speranza, desiderio o dubbio, richiedono il congiuntivo nella subordinata.
Il congiuntivo lo troviamo accompagnato da verbi di opinione, come: penso che, credo che, immagino che, può darsi che, è possibile/probabile che, ecc. ecc.