"Pensavo che" è congiuntivo o condizionale?

Domanda di: Elga Fontana  |  Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2026
Valutazione: 4.7/5 (14 voti)

"Pensavo che" regge solitamente il congiuntivo (imperfetto o trapassato) per esprimere contemporaneità o anteriorità nel passato (es. "Pensavo fosse qui"), ma richiede il condizionale passato per esprimere posteriorità, ovvero un'azione futura rispetto al passato (es. "Pensavo che lo avrebbe fatto"). Il congiuntivo è la forma standard per opinioni passate, ma il condizionale è comune per il "futuro nel passato".

Pensare che congiuntivo o condizionale?

🔘PENSARE CHE può essere seguito dal congiuntivo, dal futuro o dal condizionale (in base al contesto). 🔘PENSARE PER indica che qualcosa è stata fatta per uno scopo preciso ("Quest'auto è pensata per chi vuole viaggiare comodamente").

Come capire se è congiuntivo o condizionale?

Il congiuntivo dopo il se indica un'azione che nella realtà non si è verificata e che molto difficilmente si verificherà (“se gli asini volassero” ne è un buon esempio). Il condizionale invece esprime il fatto che una certa azione si verificherà se prima ne accadrà un'altra.

Qual è la forma corretta tra "Speravo che sarebbe" e "Speravo che fosse"?

La forma corretta sarebbe “Speravo che fosse,” perché in italiano, verbi come sperare (sperare), che esprimono speranza, desiderio o dubbio, richiedono il congiuntivo nella subordinata.

"penso che" è indicativo o congiuntivo?

Il congiuntivo lo troviamo accompagnato da verbi di opinione, come: penso che, credo che, immagino che, può darsi che, è possibile/probabile che, ecc. ecc.

Come usare i 4 tempi del congiuntivo dopo CREDO CHE e CREDEVO CHE