Ugo Foscolo non può visitare la tomba del fratello Giovanni, suicidatosi a Venezia, a causa della sua condizione di esule. Lontano dalla patria e tormentato dal fato avverso, il poeta si trova impossibilitato a recarsi fisicamente sulla tomba, potendo solo immaginare il dolore della madre e sperando che il suo corpo possa tornare in patria solo dopo la morte.
Foscolo ritiene che, sebbene la morte segni la fine di tutto, la tomba consente una forma di sopravvivenza laica, permettendo ai vivi di ricordare i morti e ispirarsi alle tombe dei grandi italiani per compiere azioni eroiche.
Perché Foscolo scrive In morte del fratello Giovanni?
In morte del fratello Giovanni di Ugo Foscolo: spiegazione
Attraverso i suoi versi, composti intorno al 1803, il poeta vuole rendere omaggio alla memoria del fratello suicida per debiti di gioco - secondo alcune fonti - o da un'accusa di furto, secondo altre.
Per il poeta il culto dei morti e la sepoltura è il primo segno della civiltà umana, vengono quindi passati in rassegna i diversi modi di tumulare i defunti nel corso della storia fino a giungere nuovamente all'età contemporanea, cioè all'epoca napoleonica.