Domanda di: Carmela De luca | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Per farla cessare, Agamennone è costretto a riconsegnare a Crise la figlia Criseide, che aveva reso schiava. Per compensare la perdita di Criseide, sottrae ad Achille Briseide, la sua schiava preferita. Offeso, Achille smette dunque di combattere con i greci (episodio dell'Ira di Achille).
Il Dio Apollo lo colpisce con una pestilenza che invade il capo dei Greci e a quel punto Agamennone è costretto a restituire Criseide. Ma, per ricompensare la sua perdita, Agamennone sottrae ad Achille la sua schiava e questo scatena la famosa “Ira di Achille”.
Un oracolo predice agli Achei che l'unico modo per distruggere la città di Ilio è avere Achille con loro. Per evitargli la guerra, Teti nasconde il proprio figlio presso il re di Sciro, Licomede. Grazie ad un travestimento, Achille trascorre nove anni a corte spacciandosi per una donna.
Un atteggiamento che non consiste solamente nel rifiutarsi di aiutare gli altri in difficoltà, ma rende anche possibile decine di combattimenti spesso mortali per i nobili capi greci e le loro truppe valorose. Ma è anche una collera che si apre sul fallimento e la morte di molti compagni combattenti.
Il conflitto avvenuto tra Achille e Agamennone viene scatenato dal rifiuto delle schiave, le quali rappresentano il bottino di guerra e sono il segno materiale della dignità di ciascun uomo valoroso. Per entrambi acconsentire alle richieste dell'altro significherebbe indebolire la propria autorità.