Sempre nel XVII secolo l'Ut (ancora oggi in uso in Francia) di difficile pronuncia si trasformò in Do per iniziativa del teorico fiorentino Giovanni Battista Doni che si servì della sillaba iniziale del suo cognome o forse della parola “Dominus” (Signore).
Nei paesi latini, tranne in Francia, dove si continuò ad usare la nota Ut, la stessa venne sostituita con Do a partire dal XVII secolo. Il nuovo nome venne introdotto perché, uscendo in vocale, si pronuncia in modo più fluido nel solfeggio, mentre la "t" finale di Ut può dare fastidi nella pronuncia.
Per nominare le note musicali si utilizzavano le lettere dell'alfabeto ancora in uso nei paesi anglosassoni. Le note quindi erano nominate in questo modo: (A = la, B= si, C = do, D = re, E = mi, F = fa, G = sol).
La nota "do" in origine era chiamata "ut", nome introdotto dalla notazione adottata da Guido d'Arezzo; questo nome è ancora in uso oggi nella lingua francese (in cui si dice, ad esempio, clef d'ut per chiave di do).
Fino al 1600 le note furono chiamate: UT RE MI FA SOL LA. Il SI nacque dall'avvicinamento delle due lettere iniziali di Sancte Joannes, il verso che conclude il canto. Nel 1600 UT venne chiamato DO, più facile da pronunciare. La proposta fu fatta da G.B. Doni e difatti si tratta della prima sillaba del suo cognome.