Perché è vietato il saluto romano?

Domanda di: Dr. Marianita Donati  |  Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2026
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Il saluto romano è vietato in Italia perché considerato espressione dell'ideologia fascista, vietata dalla Costituzione e punita dalle leggi Scelba (1952) e Mancino (1993) per prevenire la ricostituzione del partito fascista e l'odio razziale. La Cassazione ha precisato che costituisce reato quando crea un concreto pericolo di proselitismo o riorganizzazione.

Perché non si può fare il saluto romano?

Secondo la giurisprudenza di Cassazione, il gesto è vietato nei limiti in cui rappresenti un incitamento alla violenza o costituisca un pericolo di riorganizzazione del partito fascista, in quanto idoneo a raccogliere adesioni e consensi quindi non è reato se commemorativo: infatti il saluto con braccio alzato e mano ...

Qual è la legge che vieta il fascismo?

La legge fondamentale contro il fascismo in Italia è la Legge Scelba (1952, n. 645), che attua la XII disposizione transitoria della Costituzione e vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, punendo l'apologia del fascismo, cioè l'esaltazione dei suoi principi, fatti o metodi. A questa si affianca la Legge Mancino (1993) che introduce il reato di discriminazione razziale, etnica e religiosa, ampliando la protezione contro forme di istigazione all'odio. 

Cosa dice l'articolo 52 della Costituzione Italiana?

L'Articolo 52 della Costituzione Italiana stabilisce che la difesa della Patria è un sacro dovere del cittadino, che il servizio militare è obbligatorio nei modi e limiti di legge (oggi sospeso e sostituito dal volontariato), e che l'ordinamento delle Forze Armate deve riflettere lo spirito democratico della Repubblica, garantendo la tutela dei diritti anche in ambito militare e prevedendo forme di difesa civile alternative, in linea con il ripudio della guerra sancito dall'Articolo 11.
 

Come si salutava il Duce?

Si salutava il Duce con il saluto romano, ovvero il braccio destro teso in avanti e leggermente sollevato, con la mano aperta e le dita unite, un gesto adottato dal fascismo e reso obbligatorio. Questo saluto, poi imitazione di quello nazista, fu ispirato da Gabriele D'Annunzio, che lo mutuò dal cinema (come il film "Cabiria") e fu imposto a tutti i fascisti tramite decreto, sebbene storicamente non fosse un saluto tipico degli antichi romani.

Il saluto fascista è reato? La sentenza della Cassazione.