Domanda di: Laura Ricci | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2026 Valutazione: 4.7/5
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Ugo Foscolo scrive il sonetto Alla sera (1803) per celebrare il crepuscolo come momento di pace e sollievo, capace di placare l'inquietudine e le sofferenze del suo animo combattivo. La sera è vista come simbolo della morte, intesa non con terrore, ma come un “nulla eterno” rasserenante che pone fine ai tormenti della vita.
Foscolo scrive questo componimento dedicandolo alla sera: il momento della giornata che dà tranquillità e pace al poeta, in un periodo angoscioso della sua vita, e che stimola una riflessione sulla morte.
Per Foscolo, la sera simboleggia la morte grazie all'analogia che il poeta fin dal primo verso stabilisce fra il riposo notturno e il sonno eterno. La sera inoltre rappresenta il momento in cui si placa l'inquietudine dell'animo.
Nelle due terzine, invece, si chiarisce perché la sera è cara al poeta: essa è immagine della morte, di quel “nulla eterno”, che è liberatorio poiché, secondo la concezione illumistica e materialistica di Foscolo, rappresenta l'annullamento totale, in grado di cancellare i conflitti e le sofferenze della vita.