Il BTP più diffuso è una semplice obbligazione a tasso fisso che paga una cedola costante annua (fissata in percentuale del valore nominale e pagata in due rate semestrali). Alla scadenza si riceve un rimborso pari al valore nominale. Quando i tassi d'interesse salgono, il valore del nostro titolo scende!
In termini più rigorosi, il prezzo del BTP diminuisce perché il valore ad oggi dei flussi monetari lontani nel tempo, cioè quello delle cedole che matureranno e del capitale che sarà rimborsato, si riduce all'aumentare dei tassi di interesse.
A ottobre 2022 ha toccato il minimo a 64,88 centesimi. Guardando l'andamento negli ultimi 12 mesi il suo prezzo è sceso dell'oltre 38%: è passato da 114 a dicembre 2021 a 68 centesimi a fine dicembre 2022.
In generale, l'unico rischio concreto legato ai Btp è il rischio di credito, ossia la possibilità che il Mef – e quindi lo Stato – risulti inadempiente al pagamento delle cedole o nel rimborso del capitale. Una ipotesi tanto remota quanto più è economicamente forte lo Stato che si indebita emettendoli.