Domanda di: Sig. Olo Romano | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
(61 voti)
I ragazzi vanno più spesso in giro da soli, vogliono sperimentarsi al di fuori della cerchia famigliare e vogliono divertirsi a modo loro. Trascorrono più tempo con gli amici, con i compagni di scuola o con i colleghi di lavoro. A questa età le occasioni di consumare alcolici aumentano.
Ma cosa spinge un giovane a bere? Lo scopo è il cambiamento della percezione di sé e dell'ambiente, si vuole fuggire da una realtà che non piace o che non è sostenibile. Bere modifica l'umore e attenua la sofferenza di un malessere esistenziale e relazionale da cui non si sa uscire e di cui spesso non si è consapevoli.
L'alcol produce effetti gradevoli per il gusto, per le sue capacità di ridurre l'ansia (effetto ansiolitico) o di indurre allegria e scioltezza (effetto disinibente che fa definire l'alcol un “lubrificante sociale”).
Provoca danni cellulari a molti organi tra cui il cervello, il fegato, lo stomaco e il cuore, producendo perdita di coordinamento e orientamento, diminuzione della memoria e rischio incrementato di incidentalità stradale. Anche per questo motivo in Italia la vendita di alcolici è vietata sotto i 18 anni.
Quello tra alcolismo e disturbi psichiatrici è un legame comprovato. Infatti, ci sono diversi casi in cui da questa dipendenza derivano anche problemi di carattere psichico, come ansia e depressione. Ovviamente, più è seria la dipendenza, più gravi saranno le complicazioni da un punto di vista psicologico.