I malati di Parkinson spesso soffrono di insonnia e disturbi del sonno a causa di una combinazione di fattori, tra cui la carenza di dopamina, la rigidità muscolare, l'acinesia notturna (difficoltà a muoversi nel letto) e disturbi del sistema autonomo, come la necessità frequente di urinare. Anche i farmaci stessi e il disturbo del comportamento in sonno REM (RBD) contribuiscono a frammentare il riposo.
La melatonina a rilascio immediato dosata a 10 mg/die o più per la durata di 12 o più settimane può migliorare i sintomi motori e il sonno dei pazienti con malattia di Parkinson (PD). È quanto si legge nelle conclusioni di una revisione sistematica e metanalisi pubblicata sulla rivista “Frontiers in Neurology”.
Evitare la sedentarietà. L'attività fisica è utile per “contrastare” i sintomi motori, e facilitare in questo modo i movimenti. L'esercizio fisico deve essere lieve, e non estenuante, anche una semplice passeggiata giornaliera è sufficiente a migliorare la flessibilità delle articolazioni, e a contrastare la rigidità.
I pazienti con malattia di Parkinson possono riferire difficoltà di addormentamento serale, ma più frequentemente lamentano una frammentazione del sonno notturno, con frequenti e prolungati risvegli intrasonno.
Insonnia: è il più comune disturbo del sonno nella popolazione generale e nella Malattia di Parkinson; può essere costituita da difficoltà nell'addormentamento, frammentazione del sonno, risveglio precoce sia isolati che in combinazione.