Il filo da pesca si attorciglia principalmente a causa di una cattiva tecnica di imbobinamento, recuperi sotto sforzo (specie con esche rotanti) che imprimono torsioni, o bobina del mulinello troppo piena. Altre cause includono l'effetto memoria del nylon, utilizzo di terminali non adeguati, o vento, che creano parrucche e nodi.
Sempre per avere un criterio temporale, poi, il filo dovrebbe essere cambiato una volta l'anno se viene utilizzato in modo mediamente intensivo, e quindi intorno alle 30 uscite annuali: chi usa meno quella precisa bobina può invece allungarne la durata, a patto di trattare nel modo giusto il filo, durante e dopo l' ...
Fluorocarbon: il filo fluorocarbon è conosciuto da ogni pescatore per la sua quasi totale invisibilità in acqua, che lo rende estremamente apprezzato per la realizzazione dei terminali. Risulta essere inoltre piuttosto rigido a vantaggio della sensibilità e molto resistente all' abrasione.
Il nylon è da preferire perché, essendo liscio, non crea turbolenze in acqua. La sua elasticità aiuta ad assorbire i movimenti dell'artificiale e quindi a non far tremare la canna limitando le slamate.