Domanda di: Dr. Fatima Rossetti | Ultimo aggiornamento: 17 novembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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Imparare uno strumento sviluppa le attività cognitive e la concentrazione. Il movimento e la coordinazione, il 'feel' e il contatto, l'udito e la vista sono super-connessi quando si fa musica.
stimola alcune zone del cervello, in particolare quelle preposta alle funzioni audio-visive e motorie. sviluppa e migliora la respirazione con effetto direttamente sui tessuti corporei, potenzia le capacità ritmiche e di coordinazione (in particolare occhio-mano)
La formazione musicale aumenta la capacità di ragionamento spazio-temporale, vale a dire la capacità di trasformare e visualizzare le cose che si dispiegano nello spazio e nel tempo, riconoscere relazioni tra gli oggetti, formale immagini mentali, leggere una mappa, creare un puzzle.
Il pianoforte è sempre lo strumento più richiesto: è uno strumento di facile approccio iniziale (la produzione del suono è immediata, a differenza di un violino o di un flauto traverso), dà modo di vedere le note sulla tastiera e di agevolare la complessa operazione cognitiva del controllo dei movimenti e di lettura ...
La scienza ha dimostrato che suonare uno strumento fa bene al cervello: lo studio musicale può cambiare la struttura del cervello migliorandone il funzionamento. Può anche migliorare la memoria a lungo termine e portare a un maggiore sviluppo cerebrale per coloro che iniziano in giovane età.