Domanda di: Dott. Neri Villa | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026 Valutazione: 4.9/5
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Il desiderio di Israele di controllare territori palestinesi, in particolare Cisgiordania e Gaza, nasce da un mix di rivendicazioni storiche/religiose (Terra Promessa), necessità di sicurezza strategica (confini difendibili) e l'espansione degli insediamenti ebraici. Dopo la guerra del 1967, Israele ha occupato queste aree, consolidando il controllo per ragioni di sicurezza e, per alcuni, per il diritto storico sul territorio.
Il conflitto tra israeliani e palestinesi ha radici storiche complesse che risalgono a decenni. Alcune delle principali motivazioni di questo conflitto includono: Rivendicazioni territoriali: Entrambi i popoli rivendicano il diritto a una terra che considerano la loro patria storica.
Le questioni di sicurezza hanno spesso prevalso su considerazioni come il diritto internazionale e i diritti umani dei palestinesi. L'occupazione della Cisgiordania, della Striscia di Gaza e di Gerusalemme Est, così come l'espansione degli insediamenti, sono state giustificate da Israele per motivi di sicurezza.
Secondo la tradizione gli Israeliti, provenienti dall'Egitto e guidati da Giosuè, si stabilirono in Palestina forse verso il XV sec. a. C. Lo Stato di Israele è nato nel 1948.
Gesù è un ebreo palestinese il quale non intende fondare una nuova religione, ma portare a Israele il messaggio di Dio che invita a entrare nel “regno” che comincia a costituirsi già nell'attività di Gesù, in attesa dell'imminente intervento divino che avrebbe cambiato l'universo distruggendo il male.