Domanda di: Dr. Artemide Ricci | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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La guerra è necessaria, ed è auspicabile perché essa “è un antidoto contro l'infiacchimento dei popoli: rigenera cioè lo spirito delle popolazioni come il movimento dei venti preserva il mare dalla putrefazione nella quale lo ridurrebbe una quiete durevole come vi ridurrebbe i popoli una pace durevole o perpetua”.
Per Hegel dove c'è vita c'è conflitto. Pertanto la guerra non è solo inevitabile ma anche benefica sotto certi aspetti. È lo spirito del mondo che si manifesta nei popoli, è un male necessario per raggiungere il progresso morale e civile dei popoli.
In particolare, nel campo dell'idealismo, Hegel elaborò una concezione della guerra come fattore necessario e positivo della storia. Per Hegel la sovranità di ogni stato è assoluta e non vi può quindi essere un diritto internazionale che la limiti o la vincoli in alcun modo.
Il fine di Hegel (e di conseguenza della sua filosofia) è quello di costruire una totalità unificata, che chiamerà Spirito Assoluto, superando questa armonia scissa e, pertanto, il compito della filosofia sarà quello di costruire questo Assoluto al fine di superare le opposizioni e le scissioni.
La sua filosofia racchiude in una grandiosa sintesi razionale la molteplicità degli aspetti della realtà e la varietà delle forme culturali con cui l'uomo ha cercato – e cerca – di comprenderla e pensarla. Hegel è un vero figlio del Romanticismo, e segue passo passo lo sviluppo dello spirito tedesco.