Lo sfruttamento dell'energia nucleare, in Italia, ha avuto luogo tra il 1963 e il 1990. Dopodiché, le cinque centrali nucleari, presenti nel nostro Paese, sono state chiuse perché ormai troppo vecchie e in parte dopo il referendum del 1987.
Nel 2008 il governo Berlusconi IV decise di riattivare il programma nucleare italiano, poi abbandonato in seguito al referendum contro il nucleare del 2011, avvenuto subito dopo l'incidente di Fukushima.
Per chi non lo sapesse, in Italia c'erano 4 centrali nucleari attive: Latina, Sessa Aurunca (Garigliano), Trino Vercellese e Caorso. Partiamo innanzitutto col dire che gli impianti di Latina, Sessa Aurunca (Garigliano) e Trino Vercellese erano centrali di prima generazione costruite nei primi anni '60.
L'Italia è l'unico membro del G7 a non utilizzare l'energia nucleare, che nel nostro Paese è stata sfruttata dal 1967 al 1990. Senza contare quelle in costruzione e non terminate, in Italia le centrali attive si trovavano a Latina, Sessa Aurunca (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli) e Caorso (Piacenza).
Quali sono le centrali nucleari dismesse in Italia?
Sogin è responsabile del decommissioning delle quattro centrali nucleari italiane di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE), e degli impianti legati al ciclo del combustibile nucleare: Eurex di Saluggia (VC), ITREC di Rotondella (MT), Ipu e Opec a Casaccia (RM) e FN di Bosco Marengo (AL).