Domanda di: Ing. Mariano Bianco | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Letteralmente è una sincope da immersione rapida, specialmente in acqua fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare anche morte per arresto cardiorespiratorio o annegamento. La spiegazione è semplice. Se la temperatura del nostro corpo è di circa 37°, quella del lago si aggira intorno ai 18°.
Oltre al vento che si innalza a seguito di tempeste lacustri, il mulinello si può formare anche a causa di: corsi d'acqua visibili o sommersi che entrano o fuoriescono dal lago. l'esistenza di ostacoli al flusso in determinate direzioni. spostamenti d'acqua da un bacino idrico all'altro.
Ricordiamo, oltretutto, che l'acqua dei laghi essendo dolce risulta meno pesante dell'acqua salata, perciò quando ci si immerge la parte del nostro corpo che esce fuori dal pelo dell'acqua è tendenzialmente minore che in acqua di mare. In pratica nel lago si tende a nuotare e restare "a galla" con più fatica.
Il moto ondoso è causato dal vento. In alto mare questo crea turbini e vortici che, premendo sulla superficie dell'acqua, determinano i piccoli avvallamenti che avviano il moto ondoso.
«L'acqua del lago è molto più fredda e insidiosa di una piscina – ripetono i bagnini della Società nazionale di salvamento – e immergersi dopo essere stati ore al sole può causare uno choc termico. Ma non solo. Ci sono le correnti che possono cambiare all'improvviso, la visibilità può essere scarsa.