Perché si chiama amaro?

Domanda di: Ercole Colombo  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Il termine “amaro” si riferisce ad una bevanda ottenuta mediante infusione nell'alcool di erbe dal sapore amarognolo.

Chi ha inventato l'amaro?

Nel 1300 l'Alchimista Arnaldo da Villanova creò il primo amaro fatto di infusi di erbe che curò i calcoli renali nientedimeno che a Papa Bonifacio VIII. La cura ebbe una eco mondiale tale che per anni la medicina italiana approfondì lo studiò delle proprietà curative di erbe e radici per trovare nuove cure ai malanni.

Che differenza c'è tra liquore è amaro?

È interessante anche la differenza tra liquore e amaro: l'amaro si distingue dal liquore per il suo scarso contenuto zuccherino. Come il nome suggerisce, l'amaro è sì un liquore, ma con un contenuto di zuccheri inferiore ai liquori classici e quindi dal sapore amarognolo.

Cosa rende amaro un amaro?

L'amaro, detto anche bitter, è il classico fine pasto italiano. È un liquore con gradazione alcolica non inferiore a 15° ottenuto dall'infusione in alcool di un mix di erbe dal sapore prevalentemente amaro.

Perché l'amaro e dolce?

Si chiama amaro una bevanda alcolica (o spiritosa) aromatizzata. Quindi si fa l'infuso di base con le erbe, immergendo il tutto a macerare in una soluzione idroalcolica, si lascia decantare, e poi lo unisce al distillato alcolico. A differenza dei liquori, lo zucchero è quasi assente.

Amari e digestivi fatti in casa: il parere del dott. Luca Piretta, gastroenterologo