La parola apologia deriva dal greco apologeomai che significa parlo in mia difesa. Nel gennaio del 399 a.C. Anito, Meleto e Licone presentarono un'accusa contro Socrate chiedendone la condanna a morte. Quando Socrate subì il processo e la condanna, Platone aveva circa 28 anni.
(gr. ᾿Απολογία Σωκράτους) I. Opera di Platone, la prima nella raccolta che abbiamo nei dialoghi platonici; non è un dialogo, ma il discorso che, secondo Platone, Socrate avrebbe pronunciato in propria difesa nel processo che terminò con la sua condanna.
L'ultimo discorso di Socrate è breve e si conclude con la celebre frase: "Ma ora è tempo di andare, io a morire, voi a vivere: chi di noi vada verso un destino migliore, è ignoto a tutti, fuorchè al Dio". La morte di Socrate viene descritta da Platone nel dialogo Fedone.
L'immagine di Socrate che ne emerge è quella di un cittadino modello, dedito alle leggi e al culto dello stato, per nulla interessato all'indagine naturalistica, bensì alle questioni umane, più specificamente etiche e anche quasi del tutto privo di quella vivacità filosofica che gli attribuisce Platone.
Socrate fonda la sua difesa sul contrasto verità - falsità: la verità della sua difesa e la falsità delle accuse contro di lui. ll personaggio di Socrate si difende al meglio, smontando tutte le accuse che gli vengono contro e dimostrando la verità della sua innocenza.