Domanda di: Samira Villa | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Termine di bassa latinità che, secondo Isidoro da Siviglia (Orig., XX, 7), indicava le scialuppe che si trovavano a bordo delle navi mercantili e che servivano allo scarico delle merci.
Perché assegnare il nome ad una barca? La questione del nome deriva da un'antica credenza dei marinai che, considerando la barca al pari di una persona, avevano l'abitudine di attribuirgli un nome, tanto che un'imbarcazione senza nome era praticamente inconcepibile.
I primi esempi di navigazione a vela risalgono addirittura al 6000 a.C. ma fu il popolo Egizio il primo a farne un uso intensivo e ben documentato a partire dal 4000 a.C. In seguito Greci, Fenici e Arabi si servirono delle loro imbarcazioni a vela per esplorare, commerciare e dominare militarmente le rotte dei mari.
In genere i nomi vengono posizionati sullo specchio di poppa, ma non è raro di osservare dei nomi su entrambi i lati a prua. Riguardo quest'ultima posizione, ricorda che questo spazio, in caso di immatricolazione dell'imbarcazione, deve essere usato per i numeri identificativi.
La leggenda vuole che ogni barca abbia un'anima e che il nome, che tale anima incarna, sia inserito in un libro tenuto dagli dei del mare, che permette di riconoscerla ovunque essa navighi. Cambiare nome senza “comunicarlo” agli dei equivale perciò ad un affronto.