Domanda di: Sig. Priamo Neri | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Il nome cappello del prete deriva dalla somiglianza coi cappelli usati dai preti a fine Ottocento. E' noto anche col nome di sora, almone o armone, sottopaletta o arrosto della vena a seconda della zona geografica in cui ci si trova.
Quando parliamo di cappello del prete intendiamo i muscoli della spalla del bovino. La carne di questo taglio ha una leggera venatura di tessuto connettivo che la rende particolarmente gustosa e che sciogliendosi in cottura conferisce al pezzo morbidezza e fragranza, senza appesantire il piatto.
Qual è il pezzo di carne chiamato cappello del prete?
Il cappello del prete può avere diversi nomi a seconda della città in cui ti trovi. A Milano viene anche chiamato fesone di spalla, mentre a Bari, Napoli e Torino puoi chiedere della spalla. Nel centro Italia puoi sentirlo chiamare polpa di spalla mentre a Reggio Calabria è scorza di spalla.
E' un taglio ricavato dal quarto anteriore del bovino , fa parte dei muscoli della spalla, venato e talvolta che marezzato. E' il classico taglio per il brasato al Barolo ma indicato anche ragù, spezzatino e bollito.
A Foggia polpa di petto, a Reggio Calabria devi chiedere una punta di pettu mentre a Treviso è zoia. L'aletta è un taglio chiamato anche cappello del prete e viene dalla spalla dell'animale, dal taglio ricavato dalla copertina di spalla.