Perché si chiama resistenza?

Domanda di: Dr. Lidia Rizzo  |  Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026
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Il termine Resistenza (riferito al movimento storico italiano 1943-1945) deriva dal concetto di opporsi attivamente all'occupazione nazifascista dopo l'armistizio dell'8 settembre. Rappresenta la volontà di ribellarsi alla dittatura e all'invasore straniero, segnando il passaggio da una passiva sottomissione a una "proposta" di un nuovo mondo democratico, superando il semplice significato di "reggere l'urto".

Perche si chiama resistenza?

Etimologia dal latino: resistentia, da resistere, composto di re indietro e sistere fermare. È una parola molto comune, e un concetto fondamentale. L'etimologia ci parla di un fermare respingendo, di un non cedere ad una forza, ad una spinta.

Perché i partigiani si chiamano così?

¹ Letteralmente significa "di parte", ovvero persona schierata con una delle parti in causa.

Cosa si intende con resistenza?

– 1. L'azione e il fatto di resistere, il modo e i mezzi stessi con cui si attuano. In usi generici, riferito a persone e animali, o a oggetti e forze fisiche: fare, opporre r., o incontrare, trovare r. e vincere, superare una r.

Qual era il fiore del partigiano?

I Papaveri sono i simboli della Resistenza che si commemora il 25 Aprile, la festa della Liberazione dell'Italia dal regime nazifascista, fiori capaci di fiorire sui campi di battaglia e rievocare il rosso del sangue, ma anche gli ideali in cui credevano i partigiani morti negli scontri.

Da dove arriva il 25 aprile: come nasce la Resistenza e chi erano i partigiani