Domanda di: Dr. Brigitta Coppola | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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I
I
I o i è la nona lettera dell'alfabeto italiano e latino. Nella sua forma maiuscola, il simbolo può anche rappresentare la lettera iota dell'alfabeto greco o la vocale quasi anteriore quasi chiusa non arrotondata nell'alfabeto fonetico internazionale.
romani, per via dei sempre più frequenti grecismi, importarono la Y greca come nuova vocale intorno al I secolo a.C. (così come venne reintrodotta la Z, con pronuncia [d͡z]), solo in parole derivate dal greco, con la pronuncia [y] che ancora persisteva in greco, con il nome "I GRÆCA" ossia "I greca".
(ìpsilon, o i greca, meno com. i greco) s. f. o m. – Ventiquattresima lettera dell'alfabeto latino (usata solo in latinismi, grecismi e forestierismi non interamente adattati).
Nome della ventiduesima lettera dell'alfabeto greco e del segno che la rappresenta (maiuscolo Χ, minuscolo χ) corrispondente in origine al fonema consonantico velare occlusivo aspirato ‹kh›, trasformatosi poi in velare fricativo ‹kℏ›; negli adattamenti latini di parole greche è resa con il digramma ch.
La lettera “J”, nell'italiano moderno, si trova solo nella scrittura di cognomi (per es., Ojetti, Troja, Rejna) e in alcuni nomi propri (per es., Jacopo, Jolanda) o geografici (per es., Ajaccio, Jugoslavia) e si pronuncia come una “i” lunga.
Il nome ὗ ψιλόν, cioè "y semplice", le fu dato per distinguerla dal dittongo οι nel lungo periodo (presumibilmente dall'età alessandrina fino al X secolo d.C. circa) in cui ebbero ambedue la pronuncia /y/ (allo stesso modo, la ε fu chiamata ἒ ψιλόν, cioè e semplice, in opposizione al dittongo omofono αι).