Mangiare l'oca a Ferragosto è una tradizione contadina radicata, specialmente in aree come l'Umbria, legata alla fine della battitura del grano e alla necessità di consumare questo animale prima dell'autunno. L'oca arrosto, un tempo piatto principale, celebrava il duro lavoro nei campi e l'abbondanza del periodo estivo.
In tempi in cui era difficile vivere, lei donava uova, piumino e ottima carne e persino la pelle veniva usata e, dopo essere stata conciata, serviva per confezionare pellicce per riscaldarsi. L'oca iniziò poi ad essere utilizzata anche come piatto estivo per i numerosi commensali che partecipavano alla battitura.
La carne d'oca è un alimento piuttosto grasso se cucinato intero, mentre i singoli tagli come coscia o petto risultano più magri (perché questo animale è caratterizzato da un tipo di grasso localizzato e non inframuscolare). Grazie al buon contenuto di ferro, questa carne può essere consigliata ai soggetti anemici.
Regina del pranzo è la grigliata mista di carne e pesce, con salsicce, costicine, pollo e pesce marinati nel vino bianco e aromi, cotti alla brace e accompagnati da verdure di stagione, peperoni ripieni, melanzane al forno e frittata di zucchine.
Secondo una vecchia leggenda marina, la notte di Ferragosto appare sulle coste italiane una nave fantasma, visibile solo da coloro che hanno il cuore puro. Si dice che la nave sia condannata a vagare per l'eternità perché il suo capitano aveva tradito il proprio equipaggio per ottenere un tesoro maledetto.