Tito invase l'Istria e la Venezia Giulia alla fine della Seconda Guerra Mondiale (aprile-maggio 1945) per imporre il controllo iugoslavo con la forza prima dell'arrivo degli Alleati, rivendicando tali territori (storicamente italiani ma con significative minoranze slave) ed espandere l'influenza comunista, portando all'esodo giuliano-dalmata e alle foibe.
In Venezia Giulia le forze iugoslave di Tito produssero un grande sforzo per occupare Fiume, l'Istria e Trieste prima degli anglostatunitensi, per rivendicarne poi il possesso con il diritto della forza, senza basi storiche né geografiche né etniche.
Inutile incolpare i croati per un presunto "primo sangue" quando la zona era stata un focolaio di ambizioni nazionaliste fin dal XIX secolo. Per molte persone, Josip Broz Tito è stato uno dei migliori leader del ventesimo secolo.
Ristretto – 10 febbraio 1947: il trattato di Parigi stablisce la cessione di Istria, Dalmazia e Quarnaro alla Jugoslavia, restringendo il confine orientale dell'Italia a parte della Venezia-Giulia e del golfo di Trieste.