Zeno Cosini in La coscienza di Zeno inizia a fumare durante l'adolescenza come atto di ribellione e rivalità contro la figura paterna. Il fumo diventa un mezzo per appropriarsi della virilità e dell'autorità del padre, spesso rubandogli i sigari o i soldi per acquistarli. Il vizio si consolida poi per il gusto del proibito.
Il protagonista, infatti, ricorda di aver iniziato a fumare già nell'adolescenza a causa del rapporto conflittuale col padre, al quale inizialmente rubava soldi per comprare le sigarette; in seguito, dopo essere stato scoperto, inizia a raccogliere i sigari fumati a metà dal padre sparsi per casa.
Inizialmenteil fumo è per Zeno una reazione al rapporto con il padre - i cui rapporti saranno sviscerati nel capitolo La morte di mio padre - poi si allarga a forma di difesa verso la realtà circostante e il mondo intero.
Quando a Zeno Malato viene proibito di fumare, egli?
Quando si busca una bella influenza con tanto di febbre e mal di gola, gli viene proibito di fumare proprio dal padre, che è al corrente del suo vizio. Il babbo lo ammonisce di non fumare… con il sigaro in bocca.
La "malattia di Zeno" si riferisce all'inettitudine, una condizione di paralisi della volontà e nevrosi che affligge il protagonista de La coscienza di Zeno di Italo Svevo, manifestata nel suo incapacità di smettere di fumare e di realizzare i propri propositi, ma che si rivela paradossalmente una forma di "grande salute" per la sua capacità di mettere in discussione la vita e di essere sempre in divenire, a differenza dei "sani" conformisti.