Qual è il congiuntivo di andare?

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Il verbo andare al congiuntivo è irregolare, specialmente al presente ("che io vada", "che tu vada", "che lui/lei vada", "che noi andiamo", "che voi andiate", "che loro vadano") e imperfetto ("che io andassi", "che tu andassi", "che lui/lei andasse", "che noi andassimo", "che voi andaste", "che loro andassero"), usando la vocale tematica '-a-' invece della '-i-' tipica dei verbi in -are regolari, e al passato è formato con l'ausiliare 'essere' ("che io sia andato/a", "che noi siamo andati/e").

Come si fa il congiuntivo?

I TEMPI DEL CONGIUNTIVO

Il congiuntivo ha quattro tempi, 2 semplici (presente, imperfetto) e 2 composti (passato e trapassato) che si formano con gli ausiliari essere o avere + participio passato. Il congiuntivo passato si costruisce con gli ausiliari essere o avere al presente congiuntivo + participio passato.

Come non sbagliare mai i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Si dice veda o vede?

Ad ogni modo, considerando anche che sia vede sia veda ricorrono nell'uso formale di parlanti colti, nessuna delle due forme può ritenersi sub-standard. Possono, anzi, reputarsi entrambe standard.

Quali sono i verbi irregolari del congiuntivo?

Così si comportano anche i seguenti verbi: proporre, rimanere, scegliere, spegnere, tenere, togliere, uscire, venire.

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Che mi vada o che mi vadi?

Esempi: “vai!” → “che io vada”; “mangia!” → “che io mangi”». Questa però va considerata una semplice curiosità, peraltro smentita dalla perdurante presenza nell'uso scritto e parlato delle forme va' e va, con apocope post-vocalica, che non comportano la modifica del congiuntivo esortativo vada, vadano in vadi, vadino.

Come si fa a non sbagliare i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Si dice sia sia oppure sia che?

La formula “sia… sia”, infatti, è valutata a larga maggioranza la migliore e quella da scegliere in quanto più tradizionale e più sonoramente piacevole. Inoltre, l'opzione “sia… che” rischia di creare confusione, nel caso siano presenti altri “che”.

"penso che" è congiuntivo o indicativo?

Il congiuntivo lo troviamo accompagnato da verbi di opinione, come: penso che, credo che, immagino che, può darsi che, è possibile/probabile che, ecc. ecc.

Chi l'avrebbe mai detto che congiuntivo?

Congiuntivi e condizionali

A proposito delle frasi: "Chi l'avrebbe mai detto che avresti agito così" e "Chi l'avrebbe mai detto che agissi così" Lei dice che la prima fa riferimento a un comportamento passato, la seconda a un comportamento presente.

Come capire se un verbo è al congiuntivo?

Il modo congiuntivo si usa nelle frasi subordinate (dipendenti dalla principale), introdotto da 'che' o da 'se'. Generalmente si usa dopo i verbi che indicano incertezza (es. credere, sperare, desiderare, temere ecc.) o che indicano l'espressione di un'opinione (pensare, immaginare, ritenere ecc.).