Il "paradosso di Euclide" non è un singolo paradosso logico, ma si riferisce spesso alle problematiche legate al concetto di infinito negli Elementi di Euclide, in particolare ai paradossi dell'equinumerosità, dove il tutto può apparire uguale alla parte, contraddicendo l'assioma che "il tutto è maggiore della parte". Esempi includono la corrispondenza biunivoca tra numeri naturali e numeri pari, o il fatto che tutti i punti di un segmento sono infiniti tanto quanto quelli di un segmento più lungo.
“In un triangolo rettangolo ABC, retto in A, il quadrato costruito su un cateto è equivalente al rettangolo che ha per dimensioni l'ipotenusa e la proiezione del cateto sull'ipotenusa”.
Paradosso del mentitore. Un uomo dice: "Ciò che ora sto dicendo è una menzogna". Se l'affermazione è vera, allora sta mentendo, anche se l'affermazione è vera. Se invece l'affermazione è falsa, allora l'uomo non sta effettivamente mentendo, anche se l'affermazione è una menzogna.
Secondo alcuni il cosiddetto "paradosso del mentitore" nacque proprio dall'affermazione di Epimenide che «tutti i Cretesi sono bugiardi»; essendo egli cretese avrebbe dovuto conseguentemente essere bugiardo e perciò l'affermazione è falsa poiché pronunciata da un bugiardo.
Se una retta che taglia altre due rette determina dallo stesso lato angoli interni la cui somma è minore di due angoli retti, prolungando le due rette, esse si incontreranno dalla parte dove i due angoli hanno somma minore di due retti.